Un Ultimo Esperimento, Un’Ultima Foto: Chimica, Comunità e Apprendimento Permanente

Di Vincenzo Rosario La Franca Pittarresi, Insegnante di Scienze
Prima di indossare il camice da laboratorio per l’ultima volta—anche se per alcuni non sarà davvero l’ultima, avendo scelto di proseguire nel mondo della scienza—i miei studenti e io ci riuniamo fuori dal laboratorio per una foto. Non è solo una semplice fotografia; è il simbolo del viaggio che abbiamo condiviso. Tutto è iniziato due anni fa per i miei studenti del Diploma Programme, e per alcuni anche prima, ai tempi dell’MYP4. Questa foto vuole essere divertente, un’istantanea leggera ma significativa che segna la fine di uno dei capitoli più importanti della loro vita. Presto lasceranno il liceo alle spalle e si avventureranno nell’esperienza universitaria.
Ho sempre detto ai miei studenti che non importa cosa sceglieranno di diventare o fare nella vita—ciò che conta davvero è non avere paura di sbagliare. Gli errori sono una parte essenziale della crescita, un elemento fondamentale dell’apprendimento. E quale luogo migliore per comprendere questo concetto se non il laboratorio, dove il metodo del tentativo ed errore è alla base di ogni esperimento? La scienza, proprio come la vita, è un processo di domande, verifiche, lezioni apprese dagli insuccessi e miglioramenti continui. Gli errori non sono ostacoli, ma gradini verso la conoscenza. Ogni calcolo errato, ogni risultato inatteso, è un’opportunità per affinare la nostra comprensione e migliorare i nostri metodi. Come disse Albert Einstein: “Una persona che non ha mai commesso un errore non ha mai provato nulla di nuovo.”
Oggi condurremo un’esperienza di laboratorio tanto impegnativa quanto affascinante: la sintesi e la caratterizzazione dell’aspirina. Ma prima di entrare in laboratorio, voglio che i miei studenti si godano questo momento. Chi ha detto che non si può imparare divertendosi? L’educazione non è solo lezioni, compiti e verifiche. Come insegnanti, il nostro ruolo va ben oltre il semplice trasmettere conoscenze; siamo qui per guidare gli studenti nel diventare parte di una comunità. E la prima comunità che sperimentano davvero è proprio quella che costruiscono in classe.
Il liceo non è solo una questione di successi accademici, ma anche di relazioni, di imparare a collaborare, a sostenersi e a crescere insieme. Quando guardo i miei studenti scherzare, ridere e festeggiare i successi reciproci, provo una gioia immensa. Anche io conservo con affetto i ricordi del mio periodo scolastico. Alcuni dei miei migliori amici di oggi sono quelli che sedevano accanto a me in classe anni fa. Il mio migliore amico, ancora oggi dopo vent’anni, è la stessa persona con cui condividevo il banco al liceo.
Questo senso di appartenenza e di esperienza condivisa gioca un ruolo cruciale nell’apprendimento. Gli studenti danno il meglio di sé in ambienti in cui si sentono al sicuro, supportati e valorizzati. I legami che formano con i loro compagni e insegnanti aiutano a costruire fiducia in sé stessi e resilienza, elementi fondamentali per affrontare le sfide con determinazione. Incoraggiare la curiosità, la collaborazione e il pensiero critico permette loro di sviluppare competenze che vanno ben oltre le mura di una classe. Creando un’atmosfera di rispetto reciproco e cameratismo, aiutiamo gli studenti non solo a eccellere negli studi, ma anche a crescere come individui pronti ad affrontare la complessità del mondo reale.
Gli errori, sia in chimica che nella vita, insegnano pazienza e perseveranza. Alcune delle più grandi scoperte scientifiche sono nate da errori che hanno portato a nuove intuizioni. In chimica, una reazione inaspettata può aprire la strada all’innovazione. Allo stesso modo, nella vita, gli ostacoli spesso rivelano percorsi che non avevamo considerato. La capacità di analizzare, adattarsi e andare avanti dopo un errore è una delle competenze più preziose che uno studente possa acquisire. È proprio questa resilienza—il coraggio di riprovare, di sperimentare, di apprendere da ogni inciampo—che sarà loro utile, indipendentemente dal percorso che sceglieranno.
Osservando i miei studenti mentre si preparano per il loro ultimo esperimento del liceo, mi rendo conto che questo momento non è solo una conclusione, ma una transizione, un trampolino verso nuove sfide e opportunità. I sorrisi, le battute condivise, l’emozione di un ultimo esperimento insieme—questi sono i veri momenti che definiscono l’educazione.
Il futuro appartiene a queste giovani menti, e io sono grato di aver fatto parte del loro viaggio. Il loro entusiasmo, la loro curiosità e la loro determinazione mi riempiono di speranza. E così, mentre scattiamo la nostra ultima foto di gruppo fuori dal laboratorio, so che, anche se stanno per andare avanti, le lezioni apprese—sia in chimica che nella vita—resteranno con loro per sempre.