H-FARM INTERNATIONAL SCHOOL
L’unica boarding school in Italia certificata IB,
Apple Distinguished e BSA
Supportiamo gli studenti che immagineranno, cambieranno e plasmeranno il mondo di domani.
H-FARM International School è la prima delle tre scuole di H-FARM, il più importante hub dell’innovazione in Europa. Offriamo i programmi dell’International Baccalaureate con una vasta gamma di moduli di apprendimento innovativi su misura che sfruttano la tecnologia per l’apprendimento. La scuola offre l’intero percorso IB – Primary Years Programme, Middle Years Programme, Diploma Programme e Career-related Programme – per studenti dai 3 ai 18 anni.
Academics
- Italia
- Cina
- Corea
- USA
- UK
- Russia
- Francia
Primary Years Programme
Middle Years Programme
Diploma Programme
Career-Related Programme
Scuola dell’infanzia
Scuola primaria
Scuola secondaria I grado
Scuola secondaria II grado
Pre-Primary
Primary
Junior Secondary
Secondary
Early Childhood
Elementary School
Middle School
High School
Nursery School
Primary School
Secondary School
College
Pre-school Education
Primary School
General Secondary Education
Maternelle
Ecole Elémentaire
Ecole Secondaire
A home away from home
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News
Cari studenti e care famiglie,
Bentornati in H-FARM e un caloroso Benvenuto a coloro che entrano a far parte della nostra comunità per la prima volta.
C’è sempre qualcosa di magico nei nuovi inizi e, forse, in nessun altro momento questo è più vero che all’inizio di un nuovo anno scolastico. Per quanto familiari possano essere gli edifici, le aule e i volti, un nuovo anno apre uno spazio di possibilità in cui nascono e si approfondiscono amicizie, emergono domande che ancora non possiamo prevedere, gli errori diventano occasioni di crescita, i talenti si rivelano e le nostre menti cambiano.
Quando quest’anno ho dato il bentornato al nostro staff ho voluto iniziare mostrando un’immagine di Eraclito: l’arco e la lira. Entrambi dipendono dalla tensione. Senza di essa, l’arco non potrebbe scagliare la freccia in avanti e la lira non potrebbe produrre musica. Eraclito aveva compreso che l’armonia non è assenza di differenze, ma il giusto rapporto tra forze che spingono in direzioni diverse. Penso che sia un’immagine bellissima per una scuola, perché l’educazione stessa vive all’interno di queste tensioni: ambizione e cura, indipendenza e appartenenza, tradizione e innovazione, conoscenza e curiosità, le straordinarie possibilità offerte dalla tecnologia e quegli aspetti profondamente umani che nessuna tecnologia potrà mai sostituire.
La questione, quindi, non è sempre scegliere da che parte stare, ma capire se siamo capaci di mantenere in equilibrio questa relazione, perché farlo richiede attenzione. L’attenzione è molto più della concentrazione. È un modo di incontrare il mondo. Ciò a cui prestiamo attenzione, ciò che scegliamo di notare, ciò a cui dedichiamo ripetutamente il nostro tempo e i nostri pensieri, plasma gradualmente il mondo che viviamo e, a sua volta, le persone che diventiamo. Questo è particolarmente importante oggi, perché viviamo in un’epoca in cui la nostra attenzione viene costantemente ricercata, interrotta e monetizzata. Velocità, novità, immediatezza e distrazione sono tra le correnti più potenti del nostro tempo. La tecnologia e l’IA possono ampliare enormemente ciò che siamo in grado di fare, ma non possono dirci cosa meriti la nostra attenzione, cosa valga la pena amare o quale tipo di vita valga la pena vivere. Queste domande restano nostre, così come resta nostra la domanda sulla bellezza.
Le scuole devono, naturalmente, preparare i giovani al mondo. Devono fornire loro conoscenze, competenze e la capacità di agire al suo interno. Ma l’educazione si impoverisce quando ogni cosa deve giustificarsi attraverso la propria utilità immediata. Ci sono cose che coltiviamo proprio perché il loro valore non può essere misurato in questo modo: la musica, la letteratura, la matematica studiata al di là della necessità, le lingue, l’arte, la conversazione, l’artigianato, la contemplazione della natura o, semplicemente, il piacere di comprendere qualcosa perché vale la pena comprenderla.
A prima vista, queste cose possono sembrare non necessarie e, tuttavia, sono spesso proprio quelle che rendono la vita più sostenibile, più ampia e più ricca. Danno respiro quando la vita si restringe, profondità quando diventa superficiale e significato laddove la sola utilità non può arrivare. La bellezza ci chiede qualcosa di particolare, perché richiede di fermarci, osservare e prestare attenzione; ed è anche per questo che l’intenzionalità è importante. Una buona vita, proprio come una buona scuola, non nasce per caso. Dobbiamo coltivare ciò che desideriamo far crescere.
Lo stesso vale per le relazioni. A volte parliamo come se le persone esistessero prima di tutto come individui e le relazioni fossero semplicemente le linee che le collegano, ma sempre più penso che la verità sia quasi l’opposto. Diventiamo noi stessi attraverso le nostre relazioni: con i genitori, gli insegnanti, gli amici, le idee, i luoghi, le tradizioni e il mondo che ci circonda. Una scuola, quindi, non è solamente un insieme di individui che si trovano per caso a condividere un campus. Diventa una comunità attraverso la qualità dell’attenzione che dedichiamo gli uni agli altri, e queste relazioni devono essere coltivate consapevolmente.
Dall’attenzione e dalle relazioni deriva un altro elemento essenziale dell’educazione: la scelta. Crescere significa anche imparare che la libertà non consiste nel considerare ogni possibile scelta come ugualmente valida. Alcune scelte ci fanno crescere, mentre altre ci impoveriscono; alcune abitudini rafforzano la nostra capacità di prestare attenzione, mentre altre la indeboliscono; alcuni comportamenti costruiscono fiducia, mentre altri la corrodono. Le tentazioni sono spesso potenti proprio perché sono immediate, alla moda o semplici.
Ogni epoca ha il proprio Zeitgeist, e ogni Zeitgeist ha le proprie seduzioni. L’educazione dovrebbe offrire ai giovani conoscenze, capacità di giudizio e libertà interiore sufficienti a riconoscerle, anziché lasciarsi semplicemente trasportare da esse. Il nostro compito non è prendere ogni decisione al posto dei nostri studenti. È aiutarli a diventare persone capaci di scegliere bene: sapere quando perseverare e quando cambiare direzione, quando parlare e quando ascoltare, quando la tecnologia è al loro servizio e quando stanno iniziando a essere loro al servizio della tecnologia, quando seguire gli altri e quando avere il coraggio di distinguersi.
Mentre iniziamo l’anno scolastico 2026–27, spero che possiamo affrontare questo nuovo anno con ambizione, ma anche con attenzione; con entusiasmo per il futuro, ma anche con discernimento; con indipendenza e, al tempo stesso, con una profonda consapevolezza delle relazioni che ci sostengono. E spero che continueremo a lasciare spazio a ciò che non è immediatamente utile: alla meraviglia, alla bellezza, alla conversazione, all’amicizia, alla riflessione, al gioco e alla lenta scoperta di cose il cui significato potrebbe diventare chiaro solo molto più avanti.
L’educazione è, dopotutto, anche un atto di fiducia in ciò che può nascere da semi di cui ancora non possiamo vedere i frutti.
Auguro a tutti voi un anno ricco, gioioso e pieno di significato.
Un caro saluto,
Emiliano Cori
Head of School