H-FARM International School e le scuole del territorio: Uniti attraverso la Scienza

H-FARM International School e le scuole del territorio: Uniti attraverso la Scienza

Nel corso di questa settimana, i laboratori MYP della nostra scuola si sono trasformati in un vivace spazio di scoperta, accogliendo circa 150 studenti delle scuole primarie pubbliche del territorio: le classi quarta e quinta della G. Marconi di Monastier e le classi quinta della R. Selvatico di Roncade. L’iniziativa, parte del progetto “H-FARM and Local Public Schools: United Through Science”, è giunta quest’anno alla sua terza edizione, confermandosi come un momento significativo di incontro tra la nostra comunità scolastica e le scuole locali.

Per questa occasione abbiamo invitato alcuni dei nostri studenti MYP e DP a partecipare in qualità di Laboratory Assistant, riconoscendo il loro impegno e gli eccellenti risultati ottenuti durante il primo semestre nelle discipline scientifiche. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di affiancare i docenti e i tecnici di laboratorio, guidando i più piccoli nelle attività sperimentali e contribuendo a rendere l’esperienza coinvolgente e accessibile.

Durante queste giornate, i giovani visitatori hanno potuto esplorare il mondo della Chimica e della Biologia attraverso attività pratiche e dimostrazioni di laboratorio. I nostri studenti hanno svolto un ruolo fondamentale: hanno accompagnato i gruppi nelle varie esperienze, spiegato i fenomeni scientifici osservati e incoraggiato la curiosità dei partecipanti.

In uno dei laboratori di chimica, gli studenti hanno realizzato un esperimento sorprendente utilizzando il cavolo rosso come indicatore naturale di pH. Dopo aver preparato l’estratto della pianta, il liquido viola ottenuto è stato distribuito in diverse provette contenenti sostanze di uso quotidiano. A contatto con ciascuna di esse, il colore cambiava immediatamente: rosa intenso in presenza di sostanze acide, blu o verde con quelle basiche.

Questo fenomeno è dovuto alla presenza di pigmenti naturali chiamati antociani, molecole sensibili all’acidità dell’ambiente. Per i bambini è stato particolarmente affascinante osservare come la stessa soluzione potesse trasformarsi in una vera e propria “tavolozza chimica”, passando da una tonalità all’altra semplicemente cambiando la sostanza con cui veniva a contatto. L’esperimento ha permesso di scoprire in modo concreto che molte sostanze presenti nella vita quotidiana possiedono caratteristiche chimiche diverse e che queste proprietà possono essere osservate con strumenti semplici ma efficaci.

In un altro laboratorio, dedicato alla biologia, i partecipanti hanno invece esplorato il mondo invisibile attraverso l’uso del microscopio. Tra i campioni osservati c’erano l’epidermide di cipolla, con la sua struttura ordinata e regolare, la cellula di patata con amido, che permetteva di riconoscere all’interno del tessuto vegetale piccoli granuli di riserva, e persino la gamba di ape, capace di sorprendere per la complessità delle sue forme e per i dettagli che a occhio nudo restano completamente nascosti.

Accanto a questi preparati, alcuni gruppi hanno osservato anche campioni come il gambo di girasole e il gambo di pino, scoprendo come la natura, anche nelle sue strutture più minute, sia costruita secondo trame, simmetrie e geometrie sorprendenti. Guardare attraverso il microscopio ha permesso agli studenti di capire che ciò che appare semplice o uniforme può in realtà rivelare una ricchezza inattesa di dettagli, pattern e organizzazioni. In questo viaggio nel mondo microscopico, ogni vetrino diventava una piccola esplorazione e ogni osservazione apriva nuove domande.

Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è stato il dialogo diretto tra studenti di età diverse. I nostri Laboratory Assistant non si sono limitati a spiegare gli esperimenti, ma hanno accompagnato i più piccoli passo dopo passo nel processo di osservazione e scoperta. Li hanno incoraggiati a formulare ipotesi, a confrontare i risultati e a chiedersi il perché dei cambiamenti di colore o delle forme osservate al microscopio.

L’entusiasmo dei bambini ha restituito il senso più autentico di queste giornate. C’è chi, uscendo dal laboratorio, ha detto “da grande voglio essere uno scienziato”, trasformando una mattinata di attività in una dichiarazione di futuro. E c’è stato anche chi, guardandosi intorno tra laboratori, strumenti e studenti al lavoro, ha commentato con spontaneità: “Troppo bello! Voglio venire a studiare qui il prossimo anno!”. Sono parole che raccontano meglio di qualunque descrizione quanto un’esperienza vissuta in prima persona possa lasciare il segno.

Aprire i laboratori a studenti più giovani ha significato condividere non solo esperimenti, ma anche entusiasmo, curiosità e spirito di collaborazione. Iniziative come questa rafforzano il legame con il territorio e ricordano quanto la scienza possa diventare un linguaggio comune capace di unire studenti di età diverse attorno alla stessa voglia di scoprire e capire il mondo che ci circonda.

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