Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza: come H-FARM sostiene le ragazze nelle STEM

Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza: come H-FARM sostiene le ragazze nelle STEM

Ogni anno, l’11 febbraio, si celebra Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella Scienza, una giornata dedicata a ricordare quanto sia fondamentale sostenere la partecipazione femminile nelle discipline scientifiche e tecnologiche.

Non si tratta solo di incoraggiare nuove vocazioni, ma di costruire contesti educativi in cui bambine e ragazze possano avvicinarsi alle STEM con fiducia, curiosità e libertà di scelta. Ambienti in cui il talento venga riconosciuto senza pregiudizi e in cui la scienza sia percepita come uno spazio aperto a tutti.

Per questo, come H-FARM International School, sentiamo questa ricorrenza particolarmente vicina.
Ogni giorno lavoriamo per offrire alle nostre studentesse esperienze concrete, strumenti e modelli che permettano loro di scoprire e coltivare un interesse autentico per la scienza e la tecnologia.

La scienza che diventa esperienza

Lo abbiamo visto lo scorso anno durante l’evento Women in STEM, che ha trasformato i nostri laboratori in un luogo di meraviglia e sperimentazione. Per due giorni, decine di ragazze hanno potuto toccare con mano concetti come: estrazione del DNA, coding, robotica, chimica, fisica applicata, spesso percepiti come complessi, scoprendo che la scienza può essere accessibile, coinvolgente e soprattutto alla loro portata.

Un progetto STEM nato dalle studentesse

Lo stesso spirito lo vediamo anche nei progetti che nascono spontaneamente tra i nostri studenti. Come quello guidato da Risa e dal suo team (composto quasi interamente da ragazze) che durante le pause pranzo ha deciso di progettare e costruire un veicolo per la mobilità assistita all’interno del campus.  Un’iniziativa nata dall’esigenza concreta di migliorare la vita della comunità scolastica e portata avanti con passione, lavoro di squadra e grande determinazione.

Per queste ragazze, interessate a percorsi futuri in medicina, biologia marina, fisica e ingegneria, il progetto è stato molto più di un’attività tecnica: è stato un atto di fiducia nelle proprie capacità e un messaggio potente per le generazioni future. “Voglio dimostrare che le ragazze possono eccellere nella scienza tanto quanto i ragazzi,” ha detto Risa. Ed è esattamente questo spirito che vogliamo coltivare.

Accanto alle attività pratiche, un ruolo importante è svolto dagli incontri con professionisti del mondo scientifico come quello che ha visto protagonista la Prof.ssa Marta Losada, fisica di fama internazionale e Associate Vice Chancellor for Global Research presso NYU Abu Dhabi, la cui testimonianza ha offerto agli studenti uno sguardo autentico su cosa significhi costruire una carriera internazionale nella ricerca, mostrando a molte ragazze di immaginarsi in scenari che forse prima sembravano lontani.

Incontri e progetti che ispirano

E poi ci sono i progetti quotidiani, quelli meno visibili ma altrettanto significativi.
Domani si terrà la nuova edizione dell’MYP Personal Project Exhibition, e come ogni anno moltissimi dei lavori presentati dagli studenti (e in particolare dalle studentesse) ruotano intorno a temi scientifici: sostenibilità, salute, tecnologia, ricerca, innovazione.
C’è chi ha scelto di rendere visibile la fisica delle particelle costruendo una Wilson cloud chamber, come Risa, e chi, come Agata, ha approfondito le tecniche di punti di sutura chirurgica pensando al proprio futuro in medicina.

Questi solo due esempi di un panorama molto più ampio, che mostra come l’interesse per le STEM sia una presenza viva e crescente nella nostra comunità scolastica.

Tutte queste esperienze raccontano la stessa storia: quando alle ragazze vengono dati spazio, strumenti e fiducia, la scienza smette di essere un territorio intimidatorio e diventa un luogo di possibilità.

Come scuola, il nostro impegno è proprio questo.
Creare contesti in cui bambine e ragazze possano sperimentare senza paura di sbagliare, fare domande senza timore di giudizi, immaginarsi future scienziate, ingegnere, mediche, ricercatrici.

Sostenere le donne nella scienza non è solo una questione di equità: è un investimento nel futuro perché le grandi sfide del nostro tempo richiedono menti diverse, prospettive nuove, creatività e collaborazione. Più voci partecipano alla ricerca e all’innovazione, più le soluzioni diventano ricche e inclusive.

Forse non tutte sceglieranno una carriera scientifica. Ed è giusto così.
Ma tutte devono poter crescere sapendo che, se lo vorranno, quel mondo è aperto anche a loro.

E noi vogliamo continuare a essere il luogo in cui quei talenti trovano il coraggio di fiorire.

Apri menu