Safer Internet Day: Navigare l’Intelligenza Artificiale

Safer Internet Day: Navigare l’Intelligenza Artificiale

Ogni anno il Safer Internet Day ci invita a fermarci e a porci una domanda essenziale: che tipo di cittadini digitali vogliamo essere? In un tempo in cui l’intelligenza artificiale ridefinisce il modo in cui apprendiamo, comunichiamo e condividiamo la conoscenza, questa domanda non è più accessoria. È lo snodo centrale.. 

Per noi di H-FARM International School, parlare di sicurezza online non significa limitarsi a prevenire i rischi della rete. Significa educare alla libertà. Perché la vera sicurezza non nasce dal controllo, ma dalla consapevolezza. Non dall’evitare la tecnologia per paura, ma dal comprenderla e imparare a governarla.

Viviamo dentro un ciclone digitale. L’AI genera testi, immagini, soluzioni; suggerisce risposte, orienta scelte, amplifica possibilità. È una forza potente, trasformativa. Ma come ogni forza, può essere dispersiva o costruttiva, a seconda di chi la guida. Per navigare in questo mare in continuo movimento non bastano competenze tecniche: servono bussola e timone. Servono conoscenza, consapevolezza e pensiero critico. È questo il messaggio che accompagna ogni nostra scelta educativa.

In occasione del Safer Internet Day, le classi di Lower Secondary della sede di H-FARM International School Rosà hanno approfondito temi legati alla cittadinanza digitale attraverso video-lezioni tratte dal portale Common Sense Education. Gli studenti hanno riflettuto su chi sono online, su come riconoscere fonti affidabili, su come trovare equilibrio nel mondo digitale, su come gestire la propria presenza sui social media e su quanto sia importante essere consapevoli di ciò che si condivide.

Quando parliamo di identità digitale, non stiamo semplicemente chiedendo agli studenti di “stare attenti”. Li incoraggiamo a comprendere che ogni scelta online contribuisce a definire chi sono. Quando analizziamo la credibilità delle notizie, stiamo allenando menti capaci di distinguere fatti da opinioni, evidenze da narrazioni. Quando riflettiamo sull’equilibrio nell’uso dei dispositivi, stiamo insegnando a gestire il tempo e l’attenzione, le risorse più preziose dell’era digitale.

E quando entriamo nel territorio dell’intelligenza artificiale, lo facciamo con la stessa attitudine: curiosità, apertura, responsabilità.

La classe Lower Secondary 3, ad esempio, ha sperimentato un dibattito con l’AI partendo da affermazioni provocatorie come “I libri digitali sono meglio di quelli cartacei” o “Usare l’AI per studiare rende gli studenti meno creativi”. Non si è trattato di una semplice esercitazione tecnica. È stato un confronto. Un allenamento al dubbio. Un’occasione per misurarsi con punti di vista diversi, per argomentare, per cambiare idea o rafforzarla con maggiore consapevolezza.

In un mondo in cui l’AI può fornire risposte immediate, ciò che fa la differenza è la qualità delle domande. E la qualità delle domande nasce dal pensiero critico.

Da noi, l’intelligenza artificiale non è un nemico da temere né una scorciatoia da sfruttare. È un super potere che amplifica capacità, accelera processi, apre scenari inediti. Ma ogni super potere comporta responsabilità. E la responsabilità non si improvvisa: si educa.

Educare alla responsabilità significa insegnare agli studenti a chiedersi:
È affidabile quest’informazione?
Quali conseguenze avrà ciò che sto condividendo?
Sto usando l’AI per pensare meglio o per evitare di pensare?
Quale parte del lavoro è mia?

Dentro il ciclone dell’AI, non vogliamo che i nostri studenti restino spettatori trascinati dalla corrente. Vogliamo che imparino a navigare. A veleggiare con competenza. A surfare l’onda del cambiamento senza perderne il controllo.

Perché il futuro non sarà definito dall’AI in sé, ma da chi saprà usarla con responsabilità.
E noi, ogni giorno, insegniamo ai nostri studenti a prendersela.

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