La Venissa Challenge: come gli studenti della H-FARM International School hanno dato vita alle loro idee
Siamo a Mazzorbo, circondati dalla laguna di Venezia, e i nostri studenti stanno per varcare le porte del ristorante stellato Venissa per presentare il business model che hanno progettato per loro.
Davanti non hanno insegnanti, ma professionisti che quel progetto lo vivono ogni giorno. L’atmosfera è tesa, si percepisce il nervosismo degli studenti ma anche la carica e la voglia di presentare le loro idee.
Ma facciamo un passo indietro. Come siamo arrivati fino a qui?
Tutto è iniziato alcune settimane prima, quando i nostri studenti di MYP5 del Venice Campus sono stati sfidati dal team di Venissa a immaginare nuove esperienze capaci di attrarre la Gen Z, senza tradire l’identità e i valori del brand.
Nato dalla volontà di far rinascere un’antica vigna sommersa, Venissa non è soltanto un ristorante con una stella Michelin e una Green Star per la sostenibilità; negli anni ha unito tutto questo alla cucina e all’ospitalità, diventando oggi un progetto che unisce territorio, tradizione e uno sguardo sempre rivolto al futuro.
Lavorare per un brand così significa confrontarsi con confini chiari. E questo, per i nostri studenti, ha fatto la differenza. Il progetto si è sviluppato in modo interdisciplinare, coinvolgendo Business, Design e Digital Skills (DST). Quindici gruppi, quindici proposte diverse, tutte nate dallo stesso punto di partenza ma orientate in direzioni differenti. C’è chi ha lavorato sull’esperienza immersiva nella laguna, chi su attività creative e sociali, chi su nuove modalità di comunicazione per parlare ai coetanei. Ogni idea, però, doveva rispondere a domande precise. È sostenibile economicamente? È coerente con il posizionamento del brand? Rispetta il territorio? Ha senso per un teenager, ma anche per l’adulto che sceglierà di prenotare?
Con il passare delle settimane, il progetto ha smesso di essere “un compito” ed è diventato un esercizio di responsabilità. Perché progettare per un cliente reale significa misurarsi con la fattibilità, non solo con la creatività.
Questo tipo di esperienza riflette in modo diretto il nostro approccio all’experiential learning. Come sottolinea Mr. Francesco Ramagli, Learning Experience Coordinator, il momento in cui l’apprendimento diventa davvero significativo è quello in cui gli studenti escono dall’aula e si confrontano con contesti reali, dove ciò che hanno studiato prende forma, si complica, si mette alla prova. È in questi momenti che conoscenze, curiosità e capacità di collaborazione si trasformano in qualcosa di concreto.
E poi è arrivato il giorno della visita.
Attraversare la laguna per raggiungere Mazzorbo non è solo uno spostamento geografico. È entrare in un contesto che impone un ritmo diverso. Camminare tra le vigne, ascoltare la storia del luogo, osservare come ogni elemento sia il risultato di una scelta precisa ha aiutato i ragazzi a comprendere fino in fondo il perimetro entro cui avevano lavorato.
Ma adesso è arrivato il momento di mostrare il frutto di settimane di lavoro. Settimane in cui i ragazzi hanno analizzato le abitudini, le aspettative e le dinamiche di spesa della propria generazione, discusso come trovare un equilibrio tra aspirazione e accessibilità, costruito titoli, payoff, mini-menu, amenità per le camere, strategie di comunicazione e strutture di costo. Tutto con un obiettivo chiaro: far funzionare davvero la loro idea.
Davanti al team di Venissa, ogni gruppo ha dovuto argomentare le proprie scelte, chiarire le proprie ipotesi, difendere i propri concept, sperimentando in prima persona cosa significhi sostenere un’idea davanti a chi ne conosce ogni implicazione operativa.
Tra le quindici proposte, una in particolare ha colpito per equilibrio tra immaginazione e fattibilità. Complimenti a Olivia, Francesca, Andrea, Lorenzo, Tommaso ed Elia, il cui progetto ha saputo combinare esplorazione della laguna, attività creative e momenti di socialità in un’esperienza pensata per i teenager ma coerente con l’identità di Venissa.
Un ringraziamento sincero va al team di Venissa per aver accolto i nostri studenti con apertura e serietà, e a Mr. Francesco Ramagli, Head of Department, Italian Literature Teacher ed Experiential Learning Coordinator, per aver reso possibile un’esperienza che ha trasformato un brief in qualcosa di molto più concreto.
Sulla barca del ritorno l’ansia si era sciolta, le presentazioni erano finite e le slide chiuse. Quello che restava erano le conversazioni tra compagni, i commenti ricevuti, le idee da migliorare. E forse anche la consapevolezza di aver fatto qualcosa che assomigliava molto di più al mondo reale di quanto ci si aspetti a quindici anni.