Hidden Plastic: come Zara e Ashton hanno portato le voci dei giovani nella politica globale sulla plastica

Hidden Plastic: come Zara e Ashton hanno portato le voci dei giovani nella politica globale sulla plastica

Ti sei mai fermato a pensare a cosa succede davvero alla plastica che utilizziamo ogni giorno?

Per Zara e Ashton, questa domanda è arrivata presto e non se n’è mai andata davvero. Crescere a stretto contatto con la natura ha significato imparare ad amare l’oceano, ma anche diventare consapevoli, passo dopo passo, di quanto profondamente l’attività umana lo stia danneggiando. Questa consapevolezza è stata accompagnata da un senso di preoccupazione, talvolta persino di ansia, e dalla sensazione che fosse necessario fare qualcosa.

Oggi Zara ha 16 anni, Ashton 15, ma Hidden Plastic, l’organizzazione ambientale che hanno co-fondato, è nata cinque anni fa, quando avevano solo 11 e 9 anni. Quella che era iniziata come una risposta piccola e intuitiva all’ansia climatica è cresciuta fino a diventare un progetto di advocacy guidato da giovani, riconosciuto a livello internazionale e capace di portare le voci degli under 18 in alcune delle più importanti negoziazioni globali sull’inquinamento da plastica.

Dalla preoccupazione all’azione

Come molti giovani, Zara e Ashton si sentivano sopraffatti dalla portata della crisi dell’inquinamento da plastica, così durante il lockdown hanno partecipato all’Ocean Heroes Virtual Bootcamp organizzato dalla Planeteer Alliance. Un’esperienza che ha permesso loro di incontrare altri giovani attivisti già impegnati nell’azione ambientale.

«Per la prima volta abbiamo capito che non è necessario aspettare di essere adulti per fare la differenza», spiega Zara. «C’è un potere nell’essere giovani in questo momento storico.»

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Dopo il bootcamp, hanno iniziato a sperimentare con ciò che conoscevano meglio: creatività, storytelling e un po’ di video-making.
I loro primi brevi video educativi sull’inquinamento da plastica sono nati in questa fase, con l’obiettivo di spiegare in modo accessibile a tutti ciò che spesso resta invisibile: le microplastiche nel cibo che mangiamo, nell’aria che respiriamo, nel nostro sangue e soprattutto nei nostri oceani.

Hidden Plastic non è nata da un grande piano strategico. È cresciuta gradualmente, attraverso sperimentazione, apprendimento e costanza. «Non abbiamo mai iniziato pensando di creare una grande organizzazione», raccontano. «Abbiamo iniziato facendo qualche video, poi un’opportunità ha portato a un’altra e prima che ce ne rendessimo conto eravamo al Global Plastics Treaty

Con l’evoluzione del progetto, è cresciuta anche la loro comprensione dell’impatto.

Zara e Ashton hanno presto capito che sensibilizzare è fondamentale, ma che il cambiamento reale spesso avviene altrove. «Non puoi convincere ogni singola persona sul pianeta», dice Ashton. «Ma puoi cercare di raggiungere chi ha davvero il potere di cambiare le regole.»

Questa consapevolezza li ha portati nel cuore dei processi politici internazionali. A partire dal 2022, con l’avvio dei negoziati per il Global Plastics Treaty, Hidden Plastic è entrata in una dimensione completamente nuova. Nel tempo, i due fratelli hanno partecipato a quattro delle sei sessioni del Comitato Intergovernativo di Negoziazione (INC) sull’inquinamento da plastica: INC-2 a Parigi (2023), INC-4 a Ottawa (2024), INC-5 a Busan (2024), INC-5.2 a Ginevra (2025), diventando tra i più giovani delegati mai presenti (all’epoca Ashton era l’unico dodicenne presente ai negoziati). Un traguardo straordinario, considerata la complessità tecnica e politica di questi incontri.

Hanno inoltre preso parte a momenti di advocacy di alto profilo, tra cui un intervento insieme al Captain Planet Foundation Annual Gala nel 2024. Davanti a un pubblico di circa 500 persone, è stata la loro prima grande esperienza di public speaking come duo, resa ancora più memorabile dalla presenza di figure come il regista Francis Ford Coppola e rappresentanti di importanti fondazioni internazionali.

La loro partecipazione non è stata affatto simbolica. Zara e Ashton hanno lavorato attivamente con l’UNEP Children and Youth Major Group, portando le prospettive degli under 18 in spazi dove, fino a poco tempo fa, i giovani semplicemente non erano rappresentati.

Ashton, MYP Student

«Ci siamo resi conto che c’erano pochissime persone sotto i 18 anni in quelle stanze e questo rendeva ancora più importante per noi esserci.»

Percorsi di apprendimento

Accanto al loro impegno nell’advocacy, sia Zara sia Ashton hanno continuato a crescere dal punto di vista accademico con noi di H-FARM International School, dove i loro progetti ed esperienze fuori dall’aula sono stati parte integrante del loro percorso di apprendimento.

Per Ashton, Hidden Plastic è sempre stata strettamente legata allo storytelling visivo e alla dimensione tecnica della comunicazione. Quando ha scoperto di poter esplorare il filmmaking attraverso i suoi studi con noi, ha colto l’opportunità di sviluppare ulteriormente queste competenze.

Per Zara, invece, la scuola ha avuto un ruolo chiave nell’aiutarla a definire meglio i suoi interessi e la direzione futura. «Fin da quando ho memoria, pensavo di voler diventare biologa marina», racconta. «La scienza mi sembrava il modo più diretto per avere un impatto.» Durante i suoi studi con noi ha approfondito questo percorso, seguendo un curriculum scientifico avanzato, prima di rendersi gradualmente conto che anche advocacy, policy ed economia potevano essere strumenti altrettanto potenti per il cambiamento. «Avere un programma completo e trasversale mi ha aiutata a capire dove potessi fare la differenza più grande», riflette.

Questa consapevolezza si è rafforzata ulteriormente durante un viaggio scolastico alle Maldive, dove ha avuto l’opportunità di approfondire la sua comprensione dell’inquinamento da plastica organizzando una visita alla Maldives Ocean Plastics Alliance (MOPA), una delle poche strutture non governative del Paese in grado di raccogliere, comprimere ed esportare rifiuti plastici per il riciclo.

Zara, DP Student

«Vedere con i miei occhi cosa significa affrontare l’inquinamento da plastica sul campo è stato fondamentale. Mi ha aiutata a collegare attivismo, policy e soluzioni concrete.»

Nairobi: dentro le Nazioni Unite

Il capitolo più recente di Hidden Plastic, per ora, si è svolto a Nairobi, durante la settima Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEA-7), tenutasi nel dicembre 2025 presso la sede dell’UNEP. Oltre 6.000 delegati provenienti da più di 180 Paesi hanno partecipato, con undici nuove risoluzioni adottate su temi che spaziano dall’inquinamento da plastica all’intelligenza artificiale, dalle barriere coralline agli incendi boschivi.

Nel corso della settimana, si sono mossi tra sessioni plenarie, side event animati e incontri ad alto livello, prendendo la parola davanti a leader come Inger Andersen, Direttrice Esecutiva dell’UNEP, e portando le priorità dei giovani direttamente ai ministri dell’ambiente di Giappone, Kenya e Unione Europea. «Ciò che ci dà speranza», spiegano, «è che in questi contesti molti negoziatori sono davvero disposti ad ascoltare i giovani. Questo non significa che il lavoro sia finito, ma dimostra che il cambiamento è possibile.»

Alla domanda su cosa si provi a essere presenti in contesti così importanti, la risposta è immediata.

Zara, DP Student

«È un’esperienza emotiva enorme. Non ti rendi sempre conto di quanto sia grande mentre sta accadendo. Poi fai un passo indietro e pensi: cosa è appena successo?»

«Ormai partecipiamo a questo tipo di eventi da cinque anni ed è ancora emozionante», aggiungono. «Ma il fatto che il progetto sia cresciuto lentamente e in modo organico ci ha permesso di affrontare anche situazioni molto complesse.»

Durante la settimana hanno seguito le sessioni plenarie, partecipato ai gruppi di contatto su temi come l’inquinamento da plastica, le barriere coralline e le alghe invasive, e preso parte a side event legati al Global Plastics Treaty.

«Ti siedi in stanze dove il linguaggio è molto tecnico, molto politico», spiega Zara. «Ma sei lì per ascoltare, per capire e per assicurarti che le prospettive dei giovani non vengano escluse.»

Crescere insieme

Al cuore di Hidden Plastic c’è anche un rapporto tra fratelli costruito su fiducia, valori condivisi e dialogo costante. Lavorare insieme ha significato imparare ad ascoltarsi, a non essere sempre d’accordo, a sostenersi e a crescere fianco a fianco, sia come attivisti sia come individui.

Mentre Ashton si concentra maggiormente su video-making e produzione tecnica, Zara guida la comunicazione, la policy e le relazioni esterne. «Non ci pestiamo i piedi», dice Ashton. «Abbiamo punti di forza diversi, e questo rende più facile lavorare insieme.»

Zara, DP Student

«Siamo cresciuti con questo progetto e lui è cresciuto con noi.»

Oggi Hidden Plastic è il risultato di anni di perseveranza, curiosità e coraggio, e la prova che per generare un cambiamento significativo non serve aspettare il permesso di qualcuno.

Il cambiamento nasce da una preoccupazione condivisa e dalla decisione di non restare fermi. Anche e soprattutto, quando si è molto giovani.

Guardando al futuro, sia Zara sia Ashton hanno le idee chiare su ciò che verrà. Far parte del processo del Global Plastics Treaty e continuare a contribuire alla sua evoluzione non è solo un obiettivo a breve termine, ma qualcosa che sperano di portare avanti nel lungo periodo. «Se possiamo restare coinvolti e contribuire a garantire che il processo porti a un accordo forte e ambizioso, sarebbe già enorme», affermano. Per Zara in particolare, questo impegno è profondamente personale. «Sono assolutamente pronta a dedicare la mia carriera a questo», spiega.

Il loro messaggio agli altri giovani che hanno a cuore l’ambiente o qualsiasi altra causa è semplice e basato sull’esperienza: iniziate in piccolo. «Non è necessario avere tutto chiaro fin dall’inizio», dicono. «Trovate qualcosa che vi piace e cominciate da lì.» Nel loro caso è stato il filmmaking; per altri potrebbe essere la musica, l’arte, la scrittura o la comunicazione. Ciò che conta è fare il primo passo.

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