Dove la natura incontra la creatività

Dove la natura incontra la creatività

Il PYP Art Festival celebra un intero anno di esplorazione artistica e musicale, trasformando gli spazi della scuola in una galleria vivente.

Ogni anno, per un pomeriggio, i corridoi e le aule di H-Farm International School si trasformano. Le pareti parlano attraverso le opere degli studenti, l’aria porta melodie suonate e cantate da mani e voci piccole ma determinate, e ogni angolo dell’edificio racconta una storia nata da mesi di osservazione, sperimentazione e scoperta.

Il PYP Art Festival è questo: una celebrazione corale di tutto ciò che gli studenti del Primary Years Programme hanno creato nel corso dell’anno scolastico. Non una semplice mostra di fine anno, ma un’esperienza immersiva che intreccia musica, teatro e arti visive in un unico racconto condiviso.

“Expression and creativity are natural qualities of every human being which, throughout life, are encouraged and developed to reach their full potential.”

Il punto di partenza è la natura stessa, «la nostra prima insegnante», come recita l’essenza del festival: forme organiche, suoni, texture e movimenti che invitano a connettersi con il mondo interiore. È da questa osservazione semplice e profonda che nascono sia le composizioni musicali sia le opere d’arte esposte oggi.

A guidare questo percorso, tre insegnanti che hanno messo cuore e visione in ogni fase della giornata: Miss Denisse Schlack Silva per le arti visive, Miss Anna Lerose per la parte musicale e Miss Flika Carvalho per la coordinazione dell’evento. Le loro parole, condivise con emozione, dicono tutto: «Our students have worked incredibly hard and we are so proud of each and every one of them.»

Il programma musicale

Le esibizioni aprono il festival con il coro e si dispiegano attraverso ogni anno scolastico, dall’Early Years Unit fino all’Year 5, in un crescendo di complessità e intensità che rispecchia il percorso compiuto da ciascun gruppo durante l’anno. Pianoforte, xilofoni, violino, ukulele, voce: strumenti diversi, età diverse, ma la stessa concentrazione sul palco e lo stesso coraggio nel salirci.

Il repertorio racconta quanto sia ampio il mondo musicale esplorato: dall’Ode alla Gioia di Beethoven ai Demons degli Imagine Dragons, dai brani tradizionali come Alouette e Hava Nagila fino ai grandi medley corali. Musica classica e pop, assoli e ensemble, pezzi suonati e pezzi cantati — spesso entrambe le cose insieme. Una varietà che non è casualità, ma il risultato di un anno di ascolto, pratica e scoperta.

Perché ogni nota suonata oggi porta con sé mesi di impegno: lezioni, prove e tentativi. Un lavoro che non sempre si vede, ma che sul palco risuona con chiarezza.

La mostra d’arte

Distribuita negli spazi di tutta la scuola, la mostra d’arte visiva raccoglie otto progetti nati da percorsi profondamente diversi tra loro, ma uniti da un filo comune: il rapporto tra l’essere umano e il mondo naturale, esplorato attraverso la creatività. Ogni opera nasce da un approccio transdisciplinare che attraversa le discipline e riflette gli attributi dell’IB Learner Profile: la curiosità dell’inquirer, il coraggio del risk-taker, la profondità del thinker; incarnati non come concetti astratti, ma come atteggiamenti vissuti quotidianamente in atelier.

I più piccoli (dalla Reception alle Honey Bees) hanno lavorato con lastre per gel printing, stencil ispirati a botanica, foglia oro e foglia argento, lasciando che il processo creativo fosse tanto importante quanto il risultato finale. Accanto alle opere, fotografie documentano ogni passaggio: un invito a capire come nasce un’opera d’arte, non solo ad ammirarla.

Gli studenti di Year 1 hanno intrapreso un viaggio nell’antico processo della tintura con indaco, immergendo tessuti naturali in una miscela che, per ossidazione, passava dal verde a un intenso blu profondo. Il risultato è una grande composizione tessile intrecciata, nella quale ogni pezzo è unico — proprio come ogni bambino che l’ha creato. Year 2 ha invece esplorato due direzioni complementari: da un lato l’Arte Neurografica, con linee fluide che evocano le connessioni invisibili del sistema nervoso e delle radici degli alberi; dall’altro Amo Essere Me Stesso, una serie di autoritratti mixed media in cui realismo e fantasia si mescolano per celebrare l’identità di ciascuno.

Year 3 ha trasformato l’osservazione in simbolo: composizioni neurografiche abbinate alle immagini stampate dei propri occhi, perché ogni visione conta e ogni prospettiva arricchisce la comunità. Year 4 ha invece guardato alla storia dell’arte attraverso la tecnica della prospettiva retrospettiva (ispirata all’artista Patrick Hughes) costruendo gallerie in miniatura che sembrano contenere altri mondi al loro interno. Year 5, infine, ha fuso arti visive e performing arts nella scenografia del musical Super Stan: la città di Megaville, con le sue grandi onomatopee ispirate ai fumetti, è nata dalle mani di questi studenti prima ancora di ospitare le loro voci sul palco.

“La natura e l’arte nascono dalla semplicità dell’osservazione e dalla nostra capacità di trasformare ciò che vediamo e ascoltiamo in qualcosa di indimenticabile.”

Ciò che rende questo festival speciale non è solo la qualità dei lavori esposti, straordinaria per bambini così giovani, ma il processo che vi sta dietro. Ogni progetto porta con sé una storia di ricerca, collaborazione, rischio creativo e crescita personale. Ogni nota suonata, ogni pennellata, ogni tessuto tinto è il risultato di un apprendimento vissuto in prima persona.

Oggi, genitori, famiglie e ospiti sono invitati a rallentare, osservare e lasciarsi sorprendere. Perché questo, in fondo, è il messaggio più profondo che gli studenti di H-Farm International School hanno imparato quest’anno: «Elementi ci invita a rallentare, osservare più attentamente e rimanere curiosi di fronte all’immenso e complesso mondo che ci circonda.»

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