Neoplatonic Dream: quando un muro della scuola diventa una lavagna pubblica
I nostri studenti della Lower Secondary hanno realizzato un murale collaborativo insieme allo street artist Zentequerente, scoprendo come l’arte possa trasformare gli spazi che condividiamo.
«Ragazzi, dovreste dipingere il muro, non voi stessi!»
È stata, di gran lunga, la frase più ripetuta della giornata. E forse, a suo modo, ha saputo catturare perfettamente lo spirito dell’esperienza: un pomeriggio in cui il confine tra arte, apprendimento e vita si è dissolto in un’esplosione di colori, risate e lavoro condiviso.
Gli studenti della Lower Secondary 1 e 3 di H-FARM International School Rosà hanno avuto l’opportunità di dare vita a un murale collaborativo insieme all’artista Zentequerente (Luca Vallese), proseguendo il percorso avviato con il progetto The Wallà: un’esperienza che ci sta insegnando a leggere la Street Art non come semplice decorazione, ma come uno strumento critico, una forma d’arte capace di trasformare il modo in cui viviamo e interpretiamo gli spazi comuni.
Un muro, una storia, una scuola
L’opera si intitola “Neoplatonic Dream” e racconta l’incontro tra un saggio (un Platone contemporaneo nelle sembianze di un gorilla) e il suo giovane allievo. Lo studente osserva con occhi spalancati il mondo che prende forma attorno a lui: la natura che sboccia, i pianeti che danzano e i cinque solidi platonici che custodiscono gli antichi segreti degli elementi: fuoco, aria, acqua, terra e cosmo.
E poi, in alto sopra la scena, una stella. Il dito del saggio la indica, perché è lì che desidera guidare lo sguardo del ragazzo. È la promessa più antica e più semplice del mondo: chi coltiva la curiosità, chi ha il coraggio di cercare il mistero della vita, troverà sempre una luce da seguire.
Oltre il pennello
Ciò che rende significativo un progetto come questo va ben oltre l’immagine finale dipinta sul muro. La Street Art, quando viene affrontata con la giusta sensibilità, diventa un autentico esercizio di percezione e cittadinanza. Insegna ai giovani a guardare la città e la scuola stessa non come uno sfondo passivo, ma come uno spazio vivo e stratificato, da leggere, interrogare e trasformare.
Dipingendo insieme, i nostri studenti hanno sperimentato qualcosa che nessun libro di testo potrebbe trasmettere fino in fondo: che un muro può diventare una lavagna pubblica, sulla quale una comunità scrive, cancella e riscrive la propria storia. Hanno imparato che la creatività è raramente un atto solitario e che la bellezza nasce spesso dalla collaborazione, dall’imprevisto e dalla fiducia reciproca.
Ringraziamenti
Un sentito ringraziamento al nostro docente d’arte Simone Ceschin, che ha immaginato e organizzato questa iniziativa, e a Zentequerente, che ha guidato i nostri studenti con generosità, visione e pazienza.
Il murale vive ora su una delle pareti della nostra scuola: un promemoria silenzioso e quotidiano del fatto che la curiosità è il primo passo verso la luce. 🌟