Dalle reti da pesca al laboratorio: quando la scienza diventa esperienza diretta di sostenibilità
Il Collaborative Science Project di H-FARM International School porta gli studenti del DP1 a Caorle
In collaborazione con Biodesign Foundation, i ragazzi del Diploma Programme di H-FARM International School lavorano in team multidisciplinari sull’inquinamento marino. Giornata sul campo a Caorle venerdì 12 giugno, presentazione finale giovedì 18 giugno nel campus di Venezia.
Cosa significa fare scienza, oggi, in un IB World School? Per gli studenti del DP1 di H-FARM International School significa uscire dall’aula, raggiungere Caorle, raccogliere reti da pesca abbandonate lungo la costa e trasformarle in materia di indagine. È il cuore del Collaborative Science Project, un’esperienza ricorrente all’interno del programma del Diploma Programme (IB) che ogni anno mette gli studenti di scienze davanti a un problema reale, da affrontare in gruppi eterogenei.
Quest’anno il progetto si svolge in partnership con Biodesign Foundation, organizzazione non profit attiva sui temi della sostenibilità ambientale, della circolarità dei materiali e del biodesign. Negli anni precedenti il Collaborative Science Project è stato sviluppato insieme ad altri partner di rilievo del mondo ambientale e della ricerca: una scelta costante della scuola, che è quella di portare in classe interlocutori esterni di livello, capaci di mettere gli studenti di fronte a domande autentiche.
Perché Caorle
La scelta della località non è casuale. Caorle è una comunità storicamente legata alla pesca, e come gran parte dell’Alto Adriatico convive con un problema diffuso e persistente: l’abbandono e la dispersione di reti da pesca, oggi tra le componenti più critiche dell’inquinamento marino in termini di durata e impatto sull’ecosistema. Studiare il fenomeno da Caorle significa ascoltare anche chi quel mare lo vive ogni giorno, e che a quel problema cerca da tempo una risposta.
«Per noi, a scuola, la scienza è due cose insieme: studio teorico e applicazione sul campo. La teoria va verificata, validata, messa alla prova della realtà, e funziona ancora meglio quando riusciamo ad ancorarla a un argomento vicino agli interessi degli studenti, o a un tema attuale verso cui mostrano sensibilità – spiega Vincenzo La Franca Pitarresi, Head of science dipartment di H-FARM International School – È così che si impara davvero il metodo scientifico: non come una procedura astratta, ma come lo strumento con cui guardiamo qualcosa che ci sta a cuore».
Il percorso degli studenti
Il progetto si articola in tre fasi.
Azione sul campo. Venerdì 12 giugno tutti i 129 studenti del DP1 trascorreranno l’intera giornata a Caorle, insieme ai docenti del Dipartimento di Scienze e ai responsabili di Biodesign Foundation. Sul posto incontreranno i pescatori della comunità, che racconteranno il proprio mestiere, il rapporto con il mare e l’evoluzione del problema delle reti dismesse. Dopo l’ascolto, i ragazzi parteciperanno direttamente al clean-up della costa, raccogliendo i materiali che diventeranno oggetto delle analisi di laboratorio.
Indagine scientifica. Rientrati a scuola, gli studenti separano le reti per tipo di materiale di partenza e conducono analisi chimico-fisiche per caratterizzarne la composizione.
Sintesi e proposta. Lavorando in gruppi eterogenei, con uno studente di chimica, uno di biologia, uno di fisica, uno di computer science, uno di design ed uno di environmental systems and societies, i ragazzi costruiscono una presentazione finale che integra dati, interpretazione e proposte progettuali.
L’impianto multidisciplinare è il vero baricentro dell’esperienza. Nessun problema ambientale reale appartiene a una sola disciplina, e l’IB Diploma chiede agli studenti di muoversi con disinvoltura tra metodi, linguaggi e prospettive diverse. Il chimico capisce di cosa sono fatte le reti, il biologo legge l’impatto sull’ecosistema, il fisico misura, l’informatico struttura i dati, il designer immagina cosa quei materiali possono diventare. Nessuna delle cinque voci, da sola, basta.
La presentazione finale
Le proposte dei team saranno presentate giovedì 18 giugno, dalle 8.45 alle 12.10, presso il campus di Venezia di H-FARM International School, davanti a una giuria di esperti esterni che valuterà rigore scientifico, qualità dell’analisi e originalità della soluzione.
Progetti come il Collaborative Science Project raccontano in modo concreto cosa vuol dire studiare scienze a H-FARM International School: usare il rigore del laboratorio per leggere il proprio territorio e contribuire, da studenti, a una conversazione che riguarda tutti.