Demo Night 2026: quando le idee prendono vita sul palco
Quest’anno, oltre ai quindici team, a calcare il palco della Demo Night c’era anche un cane. In piedi accanto ai suoi compagni quattordicenni, con tutta la dignità di chi sa di avere un ruolo importante. Era il testimonial di VitalCollar, uno dei progetti di startup presentati quella sera e probabilmente l’unico presentatore della serata che non aveva i nervi a fior di pelle.
Del resto, è più che comprensibile. La Demo Night è un appuntamento importante, che ogni anno segna la conclusione del lavoro fatto durante lo Startup Lab: un anno intero condensato in cinque minuti di presentazione. Cinque minuti in cui devi spiegare il problema che hai scelto di affrontare, convincere una giuria che la tua soluzione ha senso, e farlo davanti a una sala piena di genitori, insegnanti e ospiti che ti guardano.
Quindici team, quindici problemi scelti, analizzati, affrontati. Alcuni ambiziosi: un casco che monitora le onde cerebrali, un dispositivo pensato per chi ha la dislessia, un’app che mappa la sicurezza delle strade di notte. Altri più essenziali: un marketplace per i libri scolastici usati, una freccia luminosa sulle racchette da sci. La materia prima era la stessa per tutti: un’osservazione del mondo reale e la domanda che ne seguiva. Perché questo non funziona ancora meglio?
Tra i pitch più personali della serata c’è stato quello di DEAL. Elisa, una delle studentesse del team, ha aperto con il racconto di un episodio realmente accaduto: sua nonna trovata sola a una fermata dell’autobus, disorientata, senza chiavi, a chilometri da casa. “I realized that love wasn’t enough to protect her, but technology can.”
Da quel momento è nata l’idea di un’app per aiutare i caregiver di persone con demenza e Alzheimer (gestione dei farmaci, trasporti e assistenza )strumenti pratici per chi ogni giorno si prende cura di qualcun altro, perchè “Dementia doesn’t affect just one person. It reshapes entire families.”
Il progetto non ha la pretesa di risolvere tutto. Ma di togliere qualche peso dalle spalle a chi già ne porta troppi, sì.
Un altro progetto, partito da un dato reale, seppur scomodo, è Safe Street: nel 2023, il 40% delle persone ha dichiarato di non sentirsi sicuro camminando da solo.
La soluzione che propongono quindi, è un’app di navigazione che funziona in modo simile a Waze, ma invece del traffico mappa la sicurezza delle strade: segnalazioni degli utenti, dati di polizia e qualità dell’illuminazione restituiscono un percorso colorato in verde, giallo o rosso. Tra i progetti più ambiziosi dal punto di vista tecnologico invece, Encephalon Safety ha presentato un casco, il “NeuroHat” capace di monitorare l’attività cerebrale e inviare un’allerta prima che si verifichi un attacco epilettico o un ictus. Il team ha riconosciuto onestamente che ci vorrà del tempo prima che un dispositivo simile diventi commercialmente praticabile, forse cambierà forma, forse diventerà qualcosa di molto più discreto. Ma l’idea di agire prima che accada qualcosa, anziché dopo, è concettualmente solida e ha convinto abbastanza la giuria da valere il secondo posto.
Non tutti i progetti guardavano a problemi su larga scala. Alcuni partivano da frustrazioni molto più quotidiane. EduSwap ha immaginato un marketplace interno alle scuole dove gli studenti possono comprare, vendere o scambiare materiali scolastici usati: libri, divise, cancelleria. Un’idea semplice, con una logica economica chiara e un impatto concreto sul portafoglio delle famiglie. Skiblink, invece, ha proposto un dispositivo da attaccare alle racchette da sci che segnala con una luce la direzione in cui ci si sta per girare, un po’ come la freccia di un’auto, ma sulle piste. Brutalmente semplice, come lo ha definito il team stesso. E forse proprio per questo, convincente.
Tornando al nostro ospite a quattro zampe: VitalCollar, il collare smart con GPS, sensori di salute e monitoraggio dell’attività in tempo reale pensato per i cani più fragili e anziani, ha conquistato il voto popolare del pubblico, e si è aggiudicato il terzo posto nella classifica della giuria.
Il secondo posto è andato a Encephalon Safety, premiata per il potenziale innovativo dell’idea.
Il Golden Tractor Award 2026, il riconoscimento più atteso della serata, è stato assegnato a LexiPad.
Il progetto nasce da un’osservazione precisa: gli strumenti di studio tradizionali non sono stati progettati per chi ha la dislessia, e chi ne soffre finisce per passare anni ad adattarsi a tecnologie che non lo incontrano a metà strada. LexiPad vuole invertire questa logica. È un tablet di studio pensato dall’inizio esclusivamente per studenti dislessici, che combina font personalizzabili, text-to-speech, filtri visivi, scansione di documenti e strumenti AI capaci di riassumere testi complessi, spiegare diagrammi e aiutare nella gestione dello studio. Non un prodotto generico con qualche funzione di accessibilità aggiunta in un secondo momento — ma un dispositivo in cui ogni scelta di design parte da un bisogno reale. “Learn your way, not the other way.” La giuria ha premiato la forza dell’impatto sociale e la chiarezza della visione. Difficile darle torto.
La Demo Night non è una vetrina di prodotti finiti. È la fotografia di un processo, di un anno passato a fare domande, a cercare risposte, a costruire qualcosa partendo da zero. Il fatto che quindici gruppi di ragazzi siano saliti su quel palco e abbiano guardato in faccia un pubblico di adulti presentando un’idea è già, di per sé, il risultato più importante.
Un risultato che non sarebbe stato possibile senza chi ha accompagnato questi ragazzi dall’inizio alla fine. Un ringraziamento speciale va al professor di business & economics Alberto Castillo, che tiene il corso dello Startup Lab e ha seguito ogni team lungo tutto il percorso: dalle prime idee ancora vaghe fino al palco. e ai professori che lo hanno supportato Attilia Ruzzene e Peter Williams E agli ospiti e mentori che ha portato con sé, e che sono stati essenziali per ispirare e orientare i ragazzi nelle diverse fasi del lavoro: Allegra Masciarelli, Zeno Tosoni, Anna e Corrado dello Startup Centre di H-Farm, Matilda Abbiati, Emerson Fittipaldi, George e Domenica Watkins, il professor Pierluigi Fasano.
Grazie alla giuria, ai genitori e agli ospiti che hanno reso la serata quello che è stata. E grazie, soprattutto, agli studenti per il coraggio di salire su quel palco, e per tutto quello che ci hanno messo prima di arrivarci.