Prima viene l’immaginazione: l’AI e le idee umane, con Mr Davide Gusatto
Ad H-FARM International School Vicenza, crediamo che l’uso più significativo della tecnologia parta sempre dall’immaginazione. Nell’ambito della conversazione più ampia ispirata dalla campagna di Nord Anglia Education Skills AI Can’t Match, questo articolo fa parte di una serie di riflessioni su come la nostra scuola affronta l’intelligenza artificiale in classe. Il docente di Digital Design del PYP, Mr Davide Gusatto, ci porta dietro le quinte di un progetto interdisciplinare che ha sfidato gli studenti a immaginare mondi interi, scrivere su di essi e usare l’AI come strumento per dargli vita online. Prima di leggere le sue parole, prenditi un momento per guardare il video qui sotto, girato dallo stesso Mr Gusatto per documentare il progetto nel suo svolgersi.
L’AI inizia dalle idee umane
L’intelligenza artificiale è ovunque. Scrive, genera immagini, risponde a domande e sta diventando rapidamente parte degli strumenti che usiamo ogni giorno. Per questo motivo, una delle nostre responsabilità come educatori non è semplicemente insegnare agli studenti cos’è l’AI, ma aiutarli a capire come usarla in modo consapevole, critico e creativo.
Ad H-FARM International School Vicenza, approcciamo l’AI nello stesso modo in cui approcciamo qualsiasi altra tecnologia introdotta nel nostro curricolo di Digital Design: come uno strumento. Dai primi anni del PYP fino all’MYP, gli studenti incontrano la tecnologia non come un obiettivo finale, ma come un mezzo per risolvere problemi, esplorare idee e realizzare progetti significativi.
Che gli studenti stiano programmando un robot, progettando un modello 3D, sviluppando un sito web o creando un prototipo digitale, il punto di partenza è sempre la creatività umana. L’AI diventa uno dei tanti strumenti disponibili a supporto di questo processo, insieme a coding, robotica, fabbricazione digitale, elettronica e design thinking.
Man mano che gli studenti avanzano nel curricolo, la loro comprensione dell’AI si evolve. Nel Primary Years Programme, gli studenti imparano a interagire con i sistemi di AI, a scrivere prompt efficaci, a valutare i contenuti generati e a comprendere l’importanza dell’apporto umano per ottenere risultati significativi.
Nel Middle Years Programme, l’AI si connette sempre di più a design, ingegneria e robotica. Gli studenti esplorano come i sistemi intelligenti possano supportare la risoluzione di problemi, l’analisi dei dati, l’automazione e i processi decisionali. Invece di vedere l’AI come qualcosa di separato dalla tecnologia, cominciano a comprenderla come una componente all’interno di sistemi più ampi che combinano programmazione, sensori, elettronica e robotica per affrontare sfide del mondo reale.
In tutto questo percorso, incoraggiamo gli studenti a vedere l’AI non come una macchina che fornisce risposte, ma come un partner nel processo creativo e di design. La qualità di ciò che l’AI produce dipende dalla qualità del pensiero che c’è dietro. Un buon risultato richiede immaginazione, comunicazione chiara, pensiero critico e capacità di affinare e migliorare le idee. Sono tutte competenze che la tecnologia non può sostituire.
Dare vita alle idee: dalla narrazione alla creazione digitale
Il progetto è iniziato molto prima che gli studenti aprissero qualsiasi strumento di AI.
Lavorando insieme alla professoressa Francesca Rigon durante le lezioni di italiano, gli studenti sono stati sfidati a creare un pianeta completamente originale. Attraverso la scrittura e la narrazione, hanno sviluppato mondi dettagliati, completi di ambienti, ecosistemi, culture, abitanti e caratteristiche uniche. Quella che era iniziata come un’attività di scrittura creativa si è gradualmente trasformata in un ricco esercizio di immaginazione, comunicazione e world-building.
Man mano che i loro pianeti diventavano più dettagliati, gli studenti hanno cominciato a porsi una domanda importante: come potevano condividere i loro mondi con gli altri?
È qui che l’intelligenza artificiale è entrata nel processo.
Invece di usare l’AI per generare idee, gli studenti l’hanno usata per supportare lo sviluppo di un prodotto finale. Hanno imparato a trasformare le loro descrizioni scritte in prompt efficaci, creando elementi visivi capaci di comunicare l’identità dei loro pianeti. Soprattutto, hanno scoperto come l’AI potesse aiutarli a trasformare un insieme di idee in un’esperienza digitale completa.
Usando i contenuti che avevano creato, gli studenti hanno poi progettato e costruito i propri siti web. Hanno esplorato come organizzare le informazioni, come gli utenti avrebbero navigato tra le pagine, quali elementi visivi avrebbero meglio supportato i loro siti e come creare un’esperienza online coinvolgente. L’AI è diventata uno dei tanti strumenti disponibili durante questo processo, aiutando gli studenti a sviluppare contenuti, affinare idee e accelerare alcune fasi del flusso di lavoro creativo.
Quello che ne è emerso è stato molto più di un semplice progetto tecnologico. È stato un percorso che ha connesso alfabetizzazione, creatività, digital design e tecnologia. Gli studenti sono passati dall’immaginazione alla scrittura, dalla scrittura alla visualizzazione e dalla visualizzazione alla creazione di un sito web pienamente funzionante.
La lezione più importante è stata forse che ogni fase del progetto è partita dal pensiero umano. I pianeti sono stati immaginati dagli studenti. Le storie sono state scritte dagli studenti. Le scelte di design sono state fatte dagli studenti. L’AI ha semplicemente agito come uno strumento che ha aiutato a trasformare quelle idee in qualcosa di più grande e tangibile.
È così che puntiamo a integrare l’intelligenza artificiale nell’apprendimento: non come sostituto della creatività, ma come risorsa che mette gli studenti in grado di dare vita alle proprie idee, comunicarle in modo più efficace e creare cose che altrimenti sarebbero difficili da realizzare da soli.
Davide Gusatto – Docente di Digital Design PYP
H-FARM International School Vicenza