Sharing the Planet: quando i bambini diventano cittadini del mondo

Sharing the Planet: quando i bambini diventano cittadini del mondo

Per mesi hanno fatto domande. Hanno cercato risposte. Hanno cambiato idea, ne hanno trovate di nuove, e alla fine hanno deciso di agire. La scorsa settimana, nel nostro campus di Vicenza, gli studenti della PYP5 hanno presentato il punto d’arrivo di questo percorso: la PYP Exhibition, il momento culminante del Primary Years Programme, in cui ogni bambino mostra alla propria comunità ciò che ha imparato — e ciò che è diventato.

Il tema di quest’anno è Sharing the Planet: uno dei sei temi transdisciplinari del PYP, dedicato alla relazione tra le persone, le risorse e l’ambiente che condividiamo. Un tema enorme, che gli studenti hanno saputo rendere personale, concreto, urgente.

Cinque gruppi, cinque sguardi sul mondo

Gli studenti hanno lavorato in cinque gruppi, ciascuno dedicato a un’issue diversa connessa al tema. Cinque prospettive differenti, unite dalla stessa domanda di fondo: cosa significa, davvero, condividere il pianeta?

Tecnologia e futuro. Il primo gruppo ha esplorato il modo in cui tecnologia e umanità si influenzano reciprocamente. Una direzione che, strada facendo, ha portato gli studenti a confrontarsi soprattutto con l’intelligenza artificiale e con le sue molteplici implicazioni.

Cambiamento climatico. Un tema che torna ogni anno, perché tocca il cuore della domanda che il PYP pone agli studenti: come stiamo influenzando la nostra casa, e come, a sua volta, lei influenza noi?

Diritti degli animali. Condividere il pianeta significa anche condividerlo con altre specie. Questo gruppo ha indagato il modo in cui ci relazioniamo con gli animali — dagli animali domestici a quelli selvatici — esplorando sottotemi non sempre immediati, come la sperimentazione animale, gli allevamenti intensivi e il bracconaggio.

Conflitti internazionali. Condividere il pianeta significa fare i conti con risorse finite, e quindi anche con i conflitti che ne derivano. Gli studenti hanno studiato come e perché nascono le guerre, come si svolgono, e quale impatto hanno sulle comunità che le attraversano.

Piante. L’ultimo gruppo è rimasto affascinato dal mondo vegetale: come le piante si sviluppano, si evolvono, quanti usi se ne possono fare, e quanta resilienza dimostrano di fronte alla deforestazione, ai climi estremi e ai cambiamenti ambientali.

Un percorso che cambia strada facendo

Ogni gruppo è arrivato all’Exhibition seguendo un proprio ritmo. “Alcuni studenti sono arrivati con idee già molto chiare”, racconta Mr Andrea Meneghello, homeroom teacher della PYP5 e referente dell’unità. “Altri avevano intuizioni vaghe che hanno preso forma solo lavorando insieme alle nostre linee di indagine. E altri ancora hanno cambiato completamente prospettiva una volta iniziata la ricerca.”

Il gruppo sui conflitti internazionali, per esempio, è rimasto fedele alla propria rotta iniziale. Quello sulla tecnologia si è progressivamente spostato verso l’intelligenza artificiale, scoprendone le tante ramificazioni. Il gruppo sui diritti degli animali, invece, ha avuto bisogno di essere accompagnato a scoprire sottotemi che non si vedono a prima vista, ma che cambiano radicalmente il modo di guardare al rapporto tra esseri umani e altre specie.In tutto questo, qualcosa di importante è successo: i bambini hanno iniziato a prendere in mano il proprio lavoro. “Alcuni gruppi hanno organizzato in autonomia interviste con esperti, hanno progettato da soli i loro presentation board, hanno cominciato a fare ricerca prima ancora che potessi raggiungerli”, racconta Mr Meneghello. “Il mio supporto serviva per spingerli ad andare più a fondo, ma l’impulso iniziale era tutto loro. E l’entusiasmo si sentiva.”

Dalla ricerca all’azione

Uno degli elementi che rende la PYP Exhibition diversa da una semplice presentazione finale è la componente di action: il passaggio dalla riflessione al fare. Quest’anno, molti gruppi non si sono accontentati di un’unica azione, ma ne hanno scelte diverse, complementari.

Il gruppo sulla tecnologia, per esempio, ha visitato tutte le altre classi PYP per tenere tutorial sulla sicurezza online, e in parallelo ha avviato una raccolta di dispositivi tecnologici da riciclare. Il gruppo sui diritti degli animali ha organizzato una giornata di pranzo vegetariano, raccolto fondi per un’organizzazione animalista e tenuto presentazioni nelle altre classi sul tema del benessere animale.

“Questo approccio su più fronti”, commenta Mr Meneghello, “mostra che la componente di azione del curriculum non è solo ben compresa dai bambini, ma anche percepita come davvero importante.”

Voice, choice, ownership

A guardare l’Exhibition nel suo insieme, ciò che emerge è qualcosa che va oltre i singoli temi. Ms Asli Celik, PYP Coordinator, lo sintetizza così: “Il vero risultato di questo processo è vedere come gli studenti abbiano sviluppato ulteriormente la propria agency: l’assunzione di responsabilità rispetto al proprio apprendimento, la capacità di avere una voce e di compiere scelte, e la dimostrazione di come abbiano coltivato — lungo tutto il percorso PYP — le loro abilità di comunicazione, collaborazione, ricerca, pensiero critico e organizzazione.”

Sono queste, in fondo, le competenze che la scuola spera di lasciare ai propri studenti: non risposte preconfezionate, ma strumenti per costruirle.

Cosa resta

“Spero che questi studenti escano dall’Exhibition con la consapevolezza che qualsiasi tema può diventare estremamente complesso, mano a mano che lo si osserva da più prospettive”, riflette Mr Meneghello. “E spero che capiscano che il loro compito è ragionare dentro questa complessità e farsi un’opinione propria, invece di cercare risposte già pronte, googleable.”

Quello che i bambini portano con sé, dunque, non è solo un progetto concluso. È un modo di guardare al mondo. E grazie alla loro passione per l’azione, è qualcosa che resta anche alla comunità scolastica: una consapevolezza più matura, più condivisa, su temi che riguardano tutti noi.

La PYP Exhibition è un traguardo. Ma soprattutto, è un punto di partenza.

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