174 offerte, 110 università, 14 Paesi: la Class of 2026 apre le porte del mondo
Da Biomedical Engineering all’Imperial College London a Economics & Finance nella selettiva Stockholm School of Economics, passando per Mechanical Engineering all’Hong Kong Polytechnic University o per Hospitality Management al Glion Institute of Higher Education: sono solo alcune delle lettere di accettazione universitaria ricevute dagli studenti di H-FAR;M International School
Venezia, 14 Maggio 2026
C’è lo studente che una mattina nella casella mail e ha trovato l’accettazione all’Imperial College London per Biomedical Engineering: la terza università al mondo secondo QS, uno dei dipartimenti più selettivi d’Europa. C’è la studentessa che ha ricevuto la lettera del King’s College London in doppia copia, per due programmi diversi tra Biomedicina e Neuroscienze. C’è il ragazzo a cui è arrivato il sì di Stockholm School of Economics, la principale business school del Nord Europa.
E poi ci sono le storie meno prevedibili. C’è lo studente che studierà Mechanical Engineering alla Hong Kong Polytechnic University, sessantaduesima Università al mondo, a dodici ore di fuso orario da Venezia. C’è quello che ha scelto la University of Southampton Malaysia, una formula ibrida che permette di prendersi una laurea britannica vivendo però nel sud-est asiatico, o che studierà Social Entrepreneurship alla Bond University in Australia. E c’è chi la mattina si sveglierà con vista sulle Alpi svizzere per frequentare Glion, fra le tre migliori scuole al mondo di hospitality management, la porta d’ingresso ai futuri direttori dei grandi hotel di lusso del pianeta.
Sono sei storie, sei rotte diverse, sei passaporti che si preparano a timbrare destinazioni in tre continenti. E sono solo alcune delle tante che compongono il primo bilancio universitario della Class of 2026 di H-FARM International School.
“Dietro ogni offerta c’e un team di Guidance altamente qualificato che lavora con attenzione curatoriale con ogni studente in modo da raffinare la lista finale delle università – spiega Cristina Mocanu, Head of University and Careers Guidance – Il nostro compito, in questi due anni, è accompagnarli in un percorso che mescoli ambizione, impegno e consapevolezza, e il primo indicatore con cui ci misuriamo è quanti di loro ricevono una lettera di accettazione da una delle università che avevano messo nella loro prima fascia di interesse.”
I numeri, aggiornati al 15 aprile 2026 sulla base delle 495 application inviate su piattaforma dai nostri 89 studenti, parlano di: 174 offerte di ammissione già ricevute, distribuite tra 110 istituzioni universitarie in 14 Paesi di quattro continenti. Ma il dato più bello è quello che mette al centro le persone: 64 dei nostri 89 studenti hanno già in mano almeno un’offerta, quasi il 72%.
E sulle domande già decise, il tasso di successo è dell’ 80,6%: quattro application su cinque si sono trasformate in un “sì”. Un dato che racconta un targeting preciso, costruito insieme al team di counselling accademico nei due anni del Diploma Programme. I nostri ragazzi non sparano nel mucchio, scelgono con cura e vengono scelti di ritorno.
Una mappa senza confini
La geografia delle ammissioni è il ritratto fedele di una scuola con il 60% di studenti internazionali. Il Regno Unito è la prima destinazione con 73 offerte, con un hit rate del 67% sulle decisioni arrivate. Seguono gli Stati Uniti con 34 offerte e i Paesi Bassi con 26, un numero, quest’ultimo, destinato a crescere sensibilmente nelle prossime settimane con l’arrivo dei risultati olandesi a numerus fixus da TU Delft, Amsterdam, Utrecht e Groningen. Completano la mappa Spagna, Francia, Hong Kong, Canada, Svizzera, Australia, Cina, Svezia, Malesia, Belgio e Italia.
Tra le università che hanno accolto i nostri studenti ci sono nomi che aprono porte in ogni parte del mondo. Dieci offerte dal King’s College London, otto dalla University of Edinburgh, cinque ciascuna dalla University of Groningen e dalla University of Leeds. Quattro dalla University of Warwick, quattro dalla IE University di Madrid, riconosciuta come leader mondiale per l’imprenditorialità, quattro da Leiden, Maastricht e dalla Hong Kong Polytechnic University. Nella top 100 mondiale QS compaiono anche McGill in Canada, Manchester, New York University, Bristol, Amsterdam, St Andrews, Durham, Purdue in Indiana, Glasgow, Southampton, Nottingham, Bocconi. A queste si aggiungono le eccellenze specialistiche fuori dal ranking generalista ma primissime nei rispettivi campi: ESCP Business School e EDHEC in Francia, University of the Arts London e University for the Creative Arts nel Regno Unito, Northeastern University negli Stati Uniti, Tilburg nei Paesi Bassi.
Il cuore disciplinare
Quasi il 39% delle offerte arriva da programmi di Business, Management, Economics, Finance e Marketing: è la spina dorsale della coorte, coerente con il DNA imprenditoriale di H-FARM. Subito dopo, il 15,5% è distribuito sull’area STEM, ingegneria aerospaziale, biomedica, chimica, meccanica, industriale, con ammissioni a Imperial, Bath, Bristol, Liverpool, TU Delft, TU Eindhoven, Groningen. Un altro 11,5% riguarda le Life Sciences e la Medicina, con offerte da King’s, St Andrews, Queen Mary, Durham, Bath. Completano il quadro le scienze sociali e politiche, il design e le arti con Marangoni, Polimoda e IED, la computer science, le scienze dello sport e la hospitality.
Quando i sogni diventano progetti
Dietro ogni offerta c’è una scelta, e dietro ogni scelta c’è una storia. Venti dei nostri ragazzi sono già stati accolti dall’università che avevano messo in cima alla loro wishlist personale, la prima scelta in assoluto. Ventuno ragazzi hanno già formalizzato la decisione finale, accettando il loro firm o insurance. Nel frattempo, altri 279 responsi sono ancora in viaggio, e il numero complessivo di offerte è destinato a superare con ampio margine quota 200 entro giugno, una volta integrati i numerus fixus olandesi, le decisioni rolling degli atenei statunitensi e quelle delle università italiane che completano il percorso di ammissione durante l’estate. Il tasso di studenti con almeno un’offerta, oggi al 71,9%, tenderà a superare il 90% prima dell’estate.
Non è solo un elenco di destinazioni. È la mappa di una generazione che ha imparato, in questi anni tra i nostri campus, a pensare in grande senza mai perdere di vista se stessa. Che sia un laboratorio di bioingegneria a Londra, un’aula di management a Stoccolma, un campus universitario in Malesia o un hotel di lusso in Svizzera, ogni busta aperta in questi giorni dai nostri studenti è una piccola porta che si apre sul mondo.